Venerdì, 27 Gennaio, 2012
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COMUNISTI ITALIANI FEDERAZIONE DI TORINO
ORA E SEMPRE NO TAV PDF Stampa E-mail
 
SOLIDARIETA' AI NO TAV ARRESTATI PDF Stampa E-mail
ARRESTI NO TAV: PDCI-FdS TORINO, LA LOTTA NON SI ARRESTA

"Esprimiamo il nostro radicale sdegno per i 26 arresti all'interno del movimento No Tav" - dichiara Mao Calliano, Segretario Provinciale Pdci Torino - "Con Berlusconi o con Monti non c'è differenza: chi dissente viene arrestato e perseguito." "Criminale non è chi lotta contro la Tav" - continua -"ma chi vuole imporre contro tutto e tutti questa linea ad alta velocità." "Non saranno quindi i fatti di stamattina" -conclude Calliano - "ad arrestare la lotta, anche questa volta il popolo valsusino compatto sarà in grado di rispondere allo stato di polizia."

NO TAV: FGCI TORINO, SOLIDARIETA' AL MOVIMENTO NO TAV

"Apprendiamo dai giornali di questa mattina dell'operazione di polizia che all'alba ha portato ad una trentina di aRresti all'interno del movimento No Tav." - Dichiara Ivano Osella, coordinatore provinciale dei giovani del PdCI di Torino. - "Ebbene, vogliamo esprimere la nostra piena, totale e incondizionata solidarietà al movimento No Tav" - conclude - "che da anni porta avanti una lotta giusta contro un progetto assurdo ed inutile"
 
ALCUNE INFORMAZIONI SUL MOVIMENTO DEI FORCONI PDF Stampa E-mail
di Alessandro Assorgia, Responsabile Movimenti FGCI Torino

Le proteste, che come epicentro hanno Catania, iniziano il 16 Gennaio 2012, per concludersi, almeno temporaneamente, il 20 Gennaio 2012.
Le ragioni della protesta sono principalmente i ripetuti rincari al prezzo della benzina (+40 %) dovuti alla “manovra Monti”. A tali proteste prendono parte operai, studenti e disoccupati, ma anche commercianti e imprenditori.
L' Operazione Vespri Siciliani (così viene rinominata la protesta, in riferimento alla rivolta del lunedì di Pasqua del 1282) ha come promotore ed organizzatore il comitato Forza d'Urto, sotto il quale sono rappresentato altre organizzazione, come il Movimento dei Forconi, che si tratta di un'associazione composta da allevatori, pastori e contadini. Sempre all'interno del comitato Forza d'Urto, è bene ricordare l' AIAS (Associazione Imprese Trasportatori Siciliani), che, nonostante si tratti di un'associazione che rappresenti camionisti, rappresenta anche gli interessi di alcune imprese.
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Non è questa l'Europa che vogliamo PDF Stampa E-mail
di Fausto Sorini*

“Non siamo d'accordo con le tesi del premier Monti e del presidente Napolitano, secondo i quali si esce dalla crisi “rafforzando l'unità politica ed economica di questa Unione europea”.
L'Europa più forte che vogliono è l'Europa degli accordi tra i poteri forti delle oligarchie che hanno impedito il referendum in Grecia e le elezioni anticipate in Italia .
E' l'Europa che impone alla Bce di non salvare gli Stati, ma le consente di salvare le banche.
E' l'Europa che chiama 'unione fiscale' la sorveglianza sulle politiche di bilancio, impone di mettere il pareggio di bilancio in Costituzione e scarica sacrifici durissimi sulle spalle dei popoli.
E' l'Europa che ha distrutto l'economia della Grecia con manovre antipopolari di austerità e continua ad applicare a tutti i paesi in difficoltà la stessa ricetta iniqua.
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I COMUNISTI ITALIANI DOPO L'INCONTRO DI ATENE PDF Stampa E-mail
 
Donne e politica PDF Stampa E-mail
Questione di genere

17 compagne del PdCI scrivono una lettera aperta al Segretario nazionale Oliviero Diliberto


25 novembre 2011

Caro compagno Diliberto

Qualche anno fa un gruppo di compagne di varie regioni ti scrisse per ottenere il tuo appoggio all’istituzione concreta dell’Assemblea delle donne comuniste allora prevista dall’art. 16 dello statuto del partito, motivando l’utilità di tale assemblea per la crescita politica, culturale e quantitativa del PdCI.

Tu rispondesti che tale assemblea sarebbe stata inutile in quanto vi era già la parità di genere nel Comitato centrale.

Si tratta invece di due questioni assai diverse: un conto è un organismo delle donne del partito che consenta, oltre che di influire all’esterno, di superare nei fatti, un po’ per volta, il dislivello reale di ruolo e di peso politico delle donne rispetto agli uomini all’interno del partito a tutti i livelli, e un conto è l’importanza simbolica di una democrazia paritaria solo formale e limitata solo al Comitato centrale.

Ora comunque, con un colpo di mano effettuato nel congresso di Rimini, come Direzione nazionale avete abolito dallo statuto sia l’Assemblea delle donne comuniste sia la composizione paritaria del Comitato centrale.

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Partigiani, dalla parte dei migranti PDF Stampa E-mail
Quanto accaduto a Torino e Firenze non sono due episodi isolati. Dietro questi fatti razzisti e criminali si nascondono responsabilità ben precise e individuabili. Sono le responsabilità di quanti in questi anni hanno legiferati in modo indiscriminato equiparando l’essere cittadini di altri paesi con l’essere criminali. Sono le responsabilità di chi in questi anni ha soffiato sul fuoco del razzismo e dell’intolleranza. Alcuni esempi: i siti neonazisti che plaudono oggi agli episodi di Firenze e Torino; membri del passato governo che proponevano di prendere a cannonate i barconi della disperazione; sindaci della Lega che hanno emesso ordinanze per non fare sedere sulle panchine i migranti; consiglieri della Lega di Milano che suggerivano di fare vagoni separati nei tram; legislatori che hanno dato vita a leggi ingiuste che legavano il permesso di soggiorno al ricatto del lavoro.

Tutte cose vergognose!

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